Case vacanze e appartamenti a Palermo
Palazzo Caminneci
Case vacanze e appartamenti a Palermo
Storia e curiosità della Famiglia Chiaramonte
Tra il XVIII e il XIX secolo Palazzo Caminneci fu residenza della famiglia Chiaramonte di Sant’Ippolito , antica casata dell’entroterra siciliano trasferitasi a Palermo per partecipare alla vita politica e culturale della capitale.
Il palazzo divenne celebre grazie a donna Eleonora Chiaramonte , mecenate colta e sofisticata, che trasformò le sale in un raffinato centro culturale. Suo figlio, don Saverio , era noto per il forte legame con la Vucciria: secondo i racconti popolari, contribuì segretamente al restauro di Piazza Garraffello dopo un crollo settecentesco.
Col passare dell’Ottocento, la famiglia perse gradualmente influenza e il palazzo venne parzialmente abbandonato.
L’ultima erede, donna Margherita Chiaramonte , lasciò Palermo nel 1884, consegnando simbolicamente le chiavi “alla città e alla memoria”.
Ma la storia non finisce qui. Gli abitanti del quartiere tramandano un dettaglio curioso: nelle sere di scirocco, una luce tremolante sembra comparire dietro le finestre del piano nobile, come se qualcuno percorresse ancora i saloni affrescati.
Alcuni sostengono che sia il riflesso delle vecchie lanterne di donna Eleonora, altri parlano di un custode silenzioso che veglia sul palazzo.
Mistero o suggestione, Palazzo Caminneci continua ancora oggi a raccontare il suo passato a chi attraversa le sue antiche vie.
Origini: banco pubblico e nobiltà (XVI–XVII secolo)
Le fonti più chiare collegano il palazzo all’importantissima funzione finanziaria della città in epoca spagnola:
Sul lato che guarda via Garraffello , una parte dell’edificio fu sede del Banco Pubblico , fondato nel 1553 , noto anche come “Ufficio della Tavola” , uno dei principali istituti di credito cittadini dell’epoca.
Lo stesso complesso risulta essere stato in seguito dimora della principessa Gravina Filangeri di Ramacca , appartenente a una delle grandi famiglie nobili siciliane.
Una descrizione moderna di un appartamento all’interno del palazzo specifica che Palazzo Caminneci risale al tardo 1500 , quindi alla fine del XVI secolo, coerente con il momento di massima espansione della zona della Vucciria come quartiere mercantile.
Dal palazzo signorile alle case dei mercati e dei mestieri (XVIII–XX secolo)
Col passare dei secoli succede quello che è tipico di molti palazzi del centro storico palermitano:
La struttura, pur continuando a essere considerata di pregio, viene suddivisa in più unità residenziali e botteghe al piano terra, seguendo la densificazione del quartiere.
La zona della Vucciria, fra Settecento e Ottocento, vive un lungo periodo di prosperità come quartiere dei mercati e dei mestieri , ma nel Novecento conosce un declino progressivo: danni bellici e/o sismici (le fonti parlano esplicitamente di crolli dovuti ai terremoti per la struttura che comprende Palazzo Caminneci)
danni bellici e/o sismici (le fonti parlano esplicitamente di crolli dovuti ai terremoti per la struttura che comprende Palazzo Caminneci)
Oggi quindi Palazzo Caminneci è un esempio di riuso del patrimonio storico : da palazzo mercantile-nobiliare e poi edificio semi-abbandonato, a struttura turistico-residenziale, pur dentro un contesto (la Vucciria) che in continua trasformazione, lascia a bocca aperta turisti di tutto il mondo.
